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Rivoluzione archeologica: la razza umana è più antica di quanto sembri

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“Nel cielo marziano il fungo atomico si allargava sul suo stelo sottile. La faccia incollata al pannello di glassite, Dane l’osservò a lungo , senza parlare ma in preda a un crescente senso di malessere e di disagio, che sfociò in un pensiero amaro : avevano percorso milioni di chilometri nello spazio per portare morte e distruzione . L’intelligenza superiore dell’uomo si rivelava a questo nuovo mondo sotto forma di una bomba atomica , segno d’illimitata distruzione, sia pure contro vegetali insensibili. (da “L’abitatore” di K. Gantz)

Di tanto in tanto saltano fuori strani rinvenimenti che non corrispondono alla loro presumibile data negli strati geologici.
Sono stati battezzati da Charles Ford come “Dannati” facendo ben intendere che il sapere accademico se ne liberava al più presto in quanto “fastidiosi e superflui.”
Tali anomalie costituiscono un fatto reale che tuttavia viene censurato o minimizzato,in quanto gli accademici sono tanto conservatori con quanto appreso e reso come dice la parola stessa “ufficiale”,anche se le parole non fanno i fatti,da farne una sorta di dogma in quanto anche solo ipotizzare o teorizzare che in un’epoca remota del passato vi fu una civiltà umana altamente evoluta se non provvista di un’avanzata tecnologia riscriverebbe e ribalterebbe buona parte di quella si credeva fosse la storia conosciuta,prima fra tutte quella dell’evoluzione neo-darwinista.


Ad esempio nel 1994k,sugli Urali venne trovato un cubo in metallo in un deposito carbonifero di 200 milioni di anni.
L’origine naturale è già di per se da escludere,data la forma,quindi l’unica alternativa logica è l’origine artificiale.

Nel 1991 un gruppo di geologi russi del istituto 2NI6RI stava compiendo una serie di ispezioni nel bacino dei fiumi Narada,Kozim e Balbanyu,sul versante orientale degli Urali,alla ricerca di filoni auriferi.
Nelle sabbie dei depositi del Pleistocene (2.58 milioni di anni fa-11.500 anni fa) sono stati ritrovati strani stupefacentemente piccoli:spirali,oggetti e sottili filamenti metallici.
Questi erano senza dubbio frutto di un’avanzata tecnologia metallurgica,sia per i materiali che per le loro dimensioni,variabili da un massimo di 3 cm e fino a 3 millesimi di millimetro.
Gli oggetti derivano da 30-12 metri di profondità e sono composti essenzialmente da materiali diversi:i più grandi di rame, i più piccoli di tungsteno e mobildeno.




Il tungsteno fonde a 3410 C° mentre il mobildeno a fonde a circa 2610 °C, bolle a 5560 °C,e ha densità relativa 10,2 e peso atomico 95,94.
Trova applicazione soprattutto come costituente di leghe speciali molto resistenti, in grado di resistere a temperature e pressioni elevate; si tratta di ottimi materiali strutturali, utilizzati nella costruzione di parti di aerei e automobili. I fili di molibdeno si usano nei tubi per la produzione di fasci elettronici, mentre il solfuro trova impiego come lubrificante solido.
IL tungsteno invece viene usato per i filamenti delle lampadine oppure come indurente nelle leghe d’acciaio.
Il rapporto dei ricercatori ci da le seguenti informazioni:
-Il sito si trova in un deposito alluvionale.
-Una crosta esterna spessa da 50 a 100 cm con prevalenza di scisti.
-Inclusioni di sabbia,argilla e detriti prodotti dall’erosione dello strato precedente.
-Depositi di sabbie e ghiaie di spessore variabile fra un metro e 1.70 cm,la zona in cui si cercava l’oro.
-Ghiaie e argilla per 2 metri di spessore.
Quello che non si comprende è come siano finiti in’un area così vasta.
A mio parere nell’area in un’epoca remota è ipotizzabile che una civiltà vi abbia costruito una città in seguito scomparsa per cause ignote le cui rovine si sarebbero poco alla volta consumate nel corso del tempo o finite sepolte nel sottosuolo.
Quest’ipotesi mi fa viene in mente in quanto città come Roma,Londra furono costruite lungo zone fluviali proprio per potter attingere ai fabbisogni della gente e per scopi dell’agricoltura.
L’area in questione del ritrovamento di tali artefatti si trova proprio in corrispondenza di bacini fluviali.

Un altro mistero che può mettere seriamente in dubbio il livello tecnologico di quei tempi è una lente rinvenuta in Egitto nella tomba del faraone Semempses.
“Essa è una lente di cristallo, di perfezione assoluta.Certamente un oggetto del genere era perfetto per scrutare il cielo. Ma questo piu che offrire risposte, pone altre domande. La produzione di lenti ottiche, quelle per microscopi e telescopi, per intenderci, è una vera e propria sfida tecnologica. “(…)”Le prime informazioni sull’uso di lenti risalgono all’antica Grecia, grazie alla commedia Le nuvole di Aristofane (424 a.C.), in cui si fa menzione della lente come strumento per concentrare i raggi solari ed accendere il fuoco.”(…)”L’utilizzo comune delle lenti non si ha comunque fino all’invenzione degli occhiali, probabilmente avvenuta in Italia intorno al 1280″(http://www.oopart.it/la-lente-egizia-di-4800-anni-fa.html)
Se già dopo 2000 da quando avevano cominciato a sorgere le prime civiltà erano in grado di costruirsi delle lenti fatte di cristallo,come avevano fatto ad apprendere tale meccanismo?

Un altro esempio simile è la Skystone,una splendida pietra azzurra che secondo la datazione chimica non dovrebbe neanche esistere.
Rinvenuta in Sierra Leone nel 1990 da Angelo Pitone,di un intenso colore azzurro-celeste,è composta essenzialmente per il 77% di ossigeno, e il rimanente per la gran parte essere carbonio, silicio, calcio, sodio.
OItre a sembrare una specie di stucco,sembra inoltre essere stata colorata artificialmente.
Il ritrovamento di questa pietra è stato fatto in strati di terreno risalenti a 12.000 anni fa e,visto che solo una civilà molto evoluta avrebbe potuto crearla,chi può essere stato?
Se davvero le prime civiltà sono sorte solo 6000 anni fa chi può aver costruito la Skystone 12.000 anni fa?(http://www.oopart.it/la-skystone.html)
Ci sono numerosi indicatori per dedurre che la storia delle civiltà umane è radicalmente da riscrivere.
La teoria “fuori dall’Africa” sostiene che gli esseri umani odierni discesero direttamente da antenati del continente africano e che questi ultimi cominciarono a migrare nel globo circa 60000 anni fa, rimpiazzando gli uomini più primitivi.
Il prof. Wu Xinzhi dice: “Se ciò fosse vero, allora in Cina non dovremmo essere in grado di trovare un osso mascellare di un fossile con caratteristiche moderne più vecchio di 60000 anni. Questo vuol dire che la teoria ‘fuori dall’Africa’ non è vera, almeno non per la Cina”.(http://www.oopart.it/cina-fossile-umano-datato-110.000-anni-fa.html)
Ma se vogliamo tornare ancor più indietro nel tempo possiamo trovare anche negli scheletri della Guadalupa che,ritrovati in quest’isola delle Indie Occidentali,la loro particolarità è che sono stati trovati lungo una formazione di calcare che secondo la datazione geologica moderna, è di 28 milioni di anni cioè è uno strato del Miocene, molti millenni prima di quando l’uomo moderno apparve sulla terra.


Non è da meno un impronta umana ritrovata in Bolivia e datata a 5 milioni di anni.

“.I famosi ricercatori Freddy Arce e Jorge Miranda hanno dato un annuncio che potrebbe sconvolgere tutte le teorie sull’evoluzione umana. La loro equipe infatti ha scoperto una impronta umana nei pressi del lago Titicaca, databile tra i 5 e i 15 milioni di anni. Questo ritrovamento pone l’uomo nel continente americano milioni di anni prima della data stabilita in precedenza e anche prima della esistenza dell’Australopithecus, che ha vissuto in Africa circa 4 milioni di anni fa”(http://www.oopart.it/antichissima-impronta-umana.html)
Altro dato di fatto sono le rovine sul fondo dgli oceani.
Un caso di cecità scientifica è la piramide di Yonaguni.
L’isola divenne famosa alla fine del XX secolo per una grande costruzione in pietra e roccia conosciuto come Monumento di Yonaguni che circonda l’isola. È stato detto che potrebbe essere di costruzione umana. Robert Schoch dopo essersi immerso suggerisce che è più probabile una formazione naturale dopo la modifica da mani umane.
I subacquei si trovano nell’isola di inverno per la grande popolazione di squali martello nelle acque vicine. È stato per immersione di avvistamento di squali che è stato trovato il “monumento”, una parte del quale è stretta tra due pilastri che si innalzano a otto metri dalla superficie. Lo studio delle rovine dipende anche dalla corrente oceanica, sufficiente a trascinare via gli esausti nuotatori.
Situata nell’arco delle Isole Ryukyu che separa il (marginale) Mar Cinese orientale dal Oceano Pacifico, Yonaguni sarebbe stata molto più grande quando l’oceano era 39 m come circa 10,000 a.C. dalla fine dell’ultima era glaciale.
I fondali marini contengono quella che sembra essere le rovine di un’era precedente a quella glaciale, con tracce di flora, fauna e stalattiti che si formano solo in superficie. La loro somiglianza con il mondo antico ha portato qualcuno a teorizzare che potrebbero essere i resti di un’antica civiltà. Dove le loro creazioni umane sarebbero le più antiche strutture, avendo circa 10.000 anni.
La fama di Yonaguni inizia nel 1980, quando un esploratore marino giapponese, Kihachiro Aratake, scoprì per caso una serie di strutture architettoniche. Poco dopo, un gruppo di scienziati diretti da Masaaki Kimura, dell’Universita di Ryūkyūs, confermò l’esistenza delle vestigia. Essi appaiono, almeno superficialmente, simili alle piramidi. Alcuni sostengono che molte delle caratteristiche naturali potrebbero avere origine umana, come la scoperta di quella che qualcuno chiama “faccia” sulla parte di uno dei monumenti. Per adesso non ci sono prove archeologiche a conferma di questa teoria,dice Wikipedia.
In realtà le prove ci sono a dozzine,nessun agente della natura da luogo a simili formazione.

(http://expianetadidio.blogspot.com/2009/12/yonagunila-mano-delluomo-e-evidente.html)
Anche al largo dell’India,nel Golfo di Cambay,sono state ritrovate le rovine sommerse di ben 2 città antiche.
Tali ritrovamenti hanno sollevato un ampio dibattito sull’autenticità di tali “reperti”.

In realtà questa scoperta,sommersa a oltre 36 metri di profondità,testimonia l’esistenza di insediamenti umani civilizzati risalenti a circa 9500 anni fa.
“Fino ad oggi, infatti, si è sempre ritenuto che i primi grandi insediamenti urbani fossero databili ad un periodo non precedente al 2.500 – 3.000 a.C., fatta eccezione per Gerico in Palestina, databile all’incirca alla stesso periodo cui risalirebbero le strutture individuate a Cambay.
La scoperta delle due città sommerse dell‘India potrebbe pertanto rivoluzionare drammaticamente le opinioni fino ad oggi accettate come dogma dell’ortodossia archeologica.
Ci troveremmo davanti ad un cambiamento totale nella datazione delle origini stesse dei primi insediamenti organizzati umani.(http://expianetadidio.blogspot.com/2009/06/cambay-le-prove-sommerse-di-un-passato.html)”
Sempre sommerse al largo di Taiwan troviamo delle antiche mura di roccia basaltica,scoperte nel 2009 dal ricercatore Jeng Ming-hsiou al largo dello Stretto di Taiwan,lunga 200 metri e alta 10 a molti resta da chiedersi se sia di origine naturale o artificiale..



“Gli studi geologici su questi siti evidenziano in modo incontrovertibile che il luogo su cui le strutture poggiano da 15-20.000 anni, durante l’ultima glaciazione, chiamata Wurmiana, era al di sopra del livello del mare. Un mare che deve essersi innalzato fino a ricoprire, con le sue acque queste costruzioni. È ormai risaputo che il livello del mare non è sempre stato il medesimo. Oggi viviamo un periodo in cui il livello marino è ai suoi massimi e la quantità di ghiacci al suo minimo, in ciò che viene definito “periodo interglaciale”. Ma durante l’Era Glaciale, il livello del mare si trovava a circa 100-120 metri più in basso, dato documentato dalla presenza di sedimenti che contengono molluschi di acqua salmastra, ooliti e torbe, tutte caratteristiche di ambienti litoranei presenti a circa 100 metri al di sotto del livello attuale dei mari.”
Secondo il parere del professor Wen e il dottor Shieh, non ci sono dubbi,si trattano dei resti di un’evoluta civiltà preistorica e pre-diluviana.(http://www.oopart.it/le-mura-sommerse-di-taiwan.html)

Un’altro caso che fa discutere è stata la scoperta di 3 gigantesche piramidi in Bosnia,per molti alcuni ingenui solo per colline,ma che in realtà si sono rivelate essere delle vere e proprie piramidi risalenti a 12.000 anni fa.
Su un’articolo volto a discreditare l’incredibile scoperta c’è scritto.
“In realtà una attenta analisi dei dati inizia a portare crepe nella teoria del bosniaco: dalle numerose fotografie (reperibili su internet) la Visocina Hill sembrerebbe davvero una piramide coperta dalla vegetazione e quelli portati alla luce dai lavori di scavo parrebbero realmente gradoni, così come sul versante della collina vi sarebbero dei pavimenti. Si nota però come la forma “a piramide” della collina di Visocina, così come quella dei colli vicini, e alcuni blocchi di pietra che appaiono lavorati dall’uomo sarebbero invece da attribuire ai potenti fenomeni geologici che portarono alla nascita della valle di Visoko. La loro origine sarebbe dunque totalmente naturale. Anche il presunto cataclisma che avrebbe cancellato la civiltà della piramide non è mai accaduto, dato che lo scioglimento dei ghiacciai fu lento e graduale, privo di sconvolgimenti geologici di portata così catastrofica come Osmanagic afferma. “

Questi blocchi di pietra sono di origine naturale,ben collocati e regolari?
Certo che no,il terreno dovrebbe avere una maggior uniformità casuale nella collocazione di questi blocchi,qui invece è uniforme la collocazione di essi che sebbene alcuni dei quali evidenzia si un’origine naturale,il loro posizionamento uniforme è stato effettuato dai costruttori delle piramidi.

Inoltre le evidenze geologiche,archeologiche,biologiche e glaciologiche dimostrano che la fine dell’Era Glaciale non fu per niente graduale e lenta,ma fu un’evento improvviso che causò massicce estinzioni di massa come si può vedere qui qui qui.
La scoperta archeologica è confermata quanto quella di Yonaguni,e le rovine sommerse dell’India.
Esistono anche altre anomalie archeologiche:

Tubi di ferro misteriosi ai piedi del Monte Baigong, che si trova nelle profondità del bacino Qaidam, Provincia del Qinghai, ha destato preoccupazione dai reparti collegati.
Ciò che è sorprendente è dentro perché c’è un tubo di circa 40 centimetri di diametro inclinazione dall’alto alla estremità interna della grotta.
In apertura della grotta ci sono decine di tubi del diametro tra i 10 ei 40 centimetri che corrono sul monte straightly,mostrando tecnica elevata di fissaggio.

Cosiddetti esperti dicono che questa è una formazione naturale. Pensano davvero che siamo così stupidi?
E’ molto più simile ad antiche rovine..
Oltreoceano i Maya avevano una concezione del mondo con date che andavano indietro nel tempo di eoni di anni.
Come ha riassunto Thompson nel suo studio sul modo di calcolare il tempo:
“Nella concezione Maya la strada su cui aveva marciato il tempo si inoltrava in un passato talmente remoto che la mente umana non può comprendere la sua antichità.
I Maya ripercorsero impavidi quella storia dell’inizio.
A ogni tappa si dispiegava una nuova prospettiva,che conduceva ancora più indietro,:invecchiando i secoli si trasformavano in millenni,e questi a loro volta in decine di migliaia di anni,via via che quegli indagatori instancabili esploravano sempre più in profondità l’eternità del passato.


A Quinga,Guatemala,su una stele è riportata una data di oltre 90 milioni di anni;su un’altra ne appare una anteriore di 300 milioni di anni..”

Fonte: http://expianetadidio.blogspot.com/2012/02/rivoluzione-archeologicala-razza-umana.html