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Che l’uomo sia un essere sociale che ama la vita di gruppo non c’è dubbio… la ama a tal punto da non accontentarsi degli oltre 6 miliardi di individui che popolano la Terra, ma ne ricerca altri all’infuori del pianeta.

Anche nelle grandi città piene di traffico e persone ci si puo sentire soli, non si ha coscienza di chi sia il proprio vicino o il proprio dirimpettaio, per il fatto che con essi non si scambiano parole o messaggi ma silenziosamente si sta accanto, ignorando l’uno l’esistenza dell’altro.

Il SETI, ovvero la ricerca scientifica dei segnali extraterrestri, è una ricerca senza limiti di spazio e forse tempo che stiamo svolgendo noi umani alla ricerca di altre forme di vita intelligenti.

Un argomento complesso e intrigante al tempo stesso, che stimola la fantasia, motore a sua volta di speculazioni scientifiche, che forse ci permetteranno di capire se la nostra solitudine sia solo apparente, proprio come quella delle metropoli.

Ecco che da questi semplici parallelismi si capisce come l’argomento SETI sia complesso dal punto di vista scientifico-tecnologico che dal punto di vista etico, ma quando si può disporre di un grande relatore come Stelio Montebugnoli anche i concetti difficili diventano a noi comprensibili.

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I soci dell’Associazione Astrofili Centesi con l’Ing.Stelio Montebugnoli

Venerdi 27 aprile, l’ex direttore del radiotelescopio di Medicina, Stelio Montebugnoli, è stato ospite presso l’osservatorio astronomico di Cento per introdurci ai concetti del SETI.

Una serata piena di informazioni preziose e di spunti di riflessione che ci ha fatto capire che forse non siamo soli, anche se nessuno dei nostri vicini è mai venuto a bussare alla nostra porta.

I problemi sono molteplici: dalle distanze, ai mezzi, al tempo che separa la partenza dall’arrivo dei segnali e non per ultimo le potenze e le sensibilità dei nostri strumenti.

Inoltre va aggiunto che non sappiamo dove indirizzare le nostre ricerche, troppo vasto è l’universo per le nostre sorde orecchie elettroniche e poi forse siamo in attesa di un segnale elettromagnetico quando invece ET ci parla con un sistema a noi non ancora conosciuto.

Certo che con queste premesse sembra assurdo continuare le ricerche, ma è altresì vero che chi non gioca non potrà mai vincere, quindi armati di speranza e pazienza continuiamo ad attendere che ET bussi alla nostra porta.

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Thomas Mazzi

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