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Dal mese di Maggio, quando finalmente la stagione dovrebbe diventare più calda e soprattutto meno piovosa, potremo intrattenerci fuori casa più a lungo per le osservazioni. A sud, ancora alta nel cielo, troviamo la costellazione del Leone, con le sue stelle principali: Regolo, distante da noi 77,5 anni luce, Denebola, la seconda stella più luminosa della costellazione, situata a circa 36 anni luce dalla terra e Algieba, una delle stelle doppie più brillanti del nostro emisfero che, sita a circa 126 anni luce dalla Terra delinea la criniera del leone, denominata anche “falce” per la sua forma.


Alta nel cielo in questa direzione troviamo anche l’estesa costellazione zodiacale della Vergine, semplice da riconoscere anche ad occhio nudo perché le sue stelle principali formano una Y.

Spica è la Stella più luminosa della costellazione, dista dal sole 250 anni luce e fa parte di un sistema di stelle binarie.
Spica può essere individuata facilmente in cielo seguendo l’arco che formano le stelle della coda dell’Orsa Maggiore fino alla stella Arturo, nella costellazione del Boote, e proseguendo la linea della stessa distanza fino a Spica.


All’interno della costellazione troviamo il grande ammasso della Vergine, formato da circa 2.500 galassie di diverso tipo, posto a soli 60 milioni di anni luce da noi, è quindi l’ammasso più vicino e osservabile anche con piccoli telescopi.
La galassia M87 è il membro maggiore del gruppo, è una galassia ellittica gigante che presenta fenomeni altamente energetici nel suo nucleo, si pensa che possa contenere un buco nero supermassiccio della massa di 3 miliardi di volte superiore a quella del Sole.

Sopra alla costellazione della Vergine troviamo la costellazione del Boote, chiamata anche “il guardiano dell’orsa” perché essendo accanto a tale costellazione è come se le facesse da guardia.
Troviamo in essa la luminosa Arturo, la terza stella più brillante della volta celeste dopo Sirio e Canopo, quest’ultima visibile solo nell’emisfero sud.
Essendo una gigante rossa ha un caratteristico colore arancione.
Le stelle Arturo, Denebola e Spica formano il cosiddetto “triangolo di primavera”.

Sempre nella costellazione del Boote possiamo individuare NGC 5466, un ammasso globulare abbastanza appariscente osservabile anche con piccoli strumenti.

Accanto al Boote, come già accennato, troviamo la costellazione della Grande Orsa alta allo zenit e ne possiamo quindi ammirare la sua maestosità.
Accanto alla Grande Orsa, troviamo l’estesa costellazione del Dragone che separa il Grande Carro dal Piccolo Carro nel quale si trova la Stella Polare.

Ben visibili ad est troviamo la Corona Boreale con la sua stella Gemma e Ercole, la quinta costellazione più grande del cielo che, nonostante le sue dimensioni, non presenta oggetti molto luminosi ma è comunque riconoscibile dal suo quadrilatero di stelle noto come “Chiave di Volta”.

Individuiamo poi ad est, le costellazioni che domineranno i cieli estivi: la Lira, con la sua stella principale Vega, del il Cigno con la stella principale Deneb e dell’Aquila con la stella Altair, le tre costellazioni che formano il “triangolo estivo”.

In tarda serata vedremo sorgere da sud est, in successione le costellazioni della Bilancia, dello Scorpione con la supergigante rossa Antares, dell’Ofiuco e del Sagittario.

Mentre stanno sorgendo le costellazioni estive possiamo ancora osservare le costellazioni invernali che tramontano ad ovest nelle prime ore della serata: L’Auriga con la stella principale Capella, i Gemelli con le stelle Castore e Polluce, Il Cane Minore con la luminosa Procione e la debole costellazione del Cancro.


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