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Anche il cielo di febbraio, come gli altri mesi invernali, è molto propizio per le osservazioni astronomiche.

La costellazione di Andromeda, in cui troviamo l’omonima galassia, si sta eclissando dietro l’orizzonte assieme all’Ariete e al Triangolo.

La costellazione di Perseo, dove si possono osservare i due ammassi stellari NGC869 e NGC884, è ancora abbastanza visibile a nord-ovest per tutto il mese, anche se nelle prime ore della notte si abbassa notevolmente.

Ad ovest, la bella costellazione del Toro scende verso l’orizzonte da cui scomparirà dopo la mezzanotte.
Affrettatevi quindi ad ammirare la bella stella rossa Aldebaran (l’occhio del Toro) e gli ammassi stellari delle Pleiadi e delle Iadi.

Anche la costellazione di Orione, accanto al Toro, a poco a poco scivola verso il suo declino, scomparendo dietro l’orizzonte poco dopo la mezzanotte lasciando visibile solo il suo braccio teso, come in segno di saluto, mostrandoci ancora, per qualche istante, la sua stella rossa Betelgeuse, una stella supergigante a 640 anni luce da noi che sta giungendo alla fine del suo ciclo vitale (quando questo accadrà la stella esploderà in una supernova, scagliando attorno a se gas e polveri, uno spettacolo che si potrà ammirare poi, 640 anni dopo l’esplosione, anche qui dalla Terra).
Sempre in Orione non dimentichiamoci di osservare M42, la grande nebulosa di Orione.
La troviamo nella spada del guerriero e la possiamo visualizzare come un oggetto sfuocato grigio/verdognolo.
I colori con la quale la vediamo spesso raffigurata si ottengono solo con fotografie a lungo tempo di esposizione.

Ad accompagnare il guerriero è il suo fedele cane Sirio, rappresentato nella costellazione del Cane Maggiore.
Qui possiamo dare uno sguardo a M41, un ammasso aperto luminosissimo che, in condizioni di cielo molto buio si può osservare anche ad occhio nudo.

Nella costellazione molto debole dell’Unicorno ricordiamo alcuni oggetti visibili anche con un binocolo:
Gli ammassi aperti NGC2264, M50, NGC 2232 e NGC 2244 e la “nebulosa di rosetta“, distante da noi circa 5200 anni luce e con una dimensione di 100 anni luce.

L’Auriga spicca alta nel cielo con la sua brillante stella Capella, la sesta stella più luminosa del cielo dopo SirioCanopoAlfa Centauri, Arturo e Vega.
Nella costellazione segnaliamo tre ammassi aperti molto distanti da noi quindi non visibili con piccoli strumenti: M36, M37 e M38.

Nel Cane Minore, di cui Procione è la stella principale, non troviamo nulla di particolarmente interessante da osservare se non NGC2485 una galassia a spirale osservabile però solo con strumenti potenti.

Ancora alti nel cielo, ad ammirare la volta celeste troviamo i due Gemelli: Castore e Polluce, due fratelli che, secondo la mitologia greca erano stati posti insieme nel firmamento dopo la loro morte perché in vita avevano vissuto tantissime avventure assieme e non volevano mai separarsi.
Per le osservazioni segnaliamo M35, un ammasso aperto a 3000 anni luce da noi e la Nebulosa Eschimese denominata anche NGC2392.

Allo zenit impera il Cancro: si tratta di una costellazione composta da stelle molto deboli ma che ci regala il bellissimo Ammasso del Presepe che, a soli 520 anni luce da noi, è uno degli ammassi più vicini ed è visibile persino ad occhio nudo.
Troviamo anche l’ammasso M67 ma più lontano del precedente quindi meno spettacolare.

Nonostante il clima in febbraio sia ancora rigido in cielo stanno sorgendo le costellazioni primaverili:

ad Est, in prima serata la costellazione della Corona Boreale, con la stella principale Gemma sale dall’orizzonte.
Non presenta oggetti interessanti, ci sono delle galassie ma tutte troppo lontane e quindi deboli da poter osservare.
L’unico oggetto visibile, solo però con strumenti adeguati, è l’ammasso di galassie Abell 2065 che dista più di un miliardo di anni luce da noi.

La costellazione del Boote è facile da riconoscere grazie alla sua brillante stella Arturo che ci terrà compagnia fino al prossimo autunno.
Oltre che all’ammasso globulare NGC5466, visibile con un telescopio di medie dimensioni, non ci sono altri oggetti interessanti da segnalare per le osservazioni.

La Chioma di Berenice non contiene alcuna stella luminosa.
Contiene però un gran numero di galassie, le più brillanti sono M88, M91, M98, M99, M100, NGC 4473 e NGC 4494. Più distaccata da questo gruppo troviamo la galassia “occhio nero“, una galassia particolare, sembra infatti che i suoi bracci esterni ruotino in senso contrario rispetto al centro.
Segnaliamo anche NGC4725, una galassia a spirale molto appariscente visibile però solo con strumenti di medie dimensioni.

I Cani da caccia sono una costellazione formata da sole due stelle, contiene M3, un ammasso globulare tra i più famosi perché è il secondo per brillantezza in tutto l’emisfero boreale ed è visibile anche con un binocolo.
La costellazione contiene molti oggetti non galattici, ovvero all’infuori della nostra galassia, come la galassia vortice (o M51), una galassia a spirale ricca di stelle in formazione.
La galassia Girasole(o M63) è un’altra galassia a spirale che si vede in prospettiva.
La galassia M94 che possiede invece un aspetto quasi lenticolare, con un centro molto brillante.
La spirale M106 che si trova sul confine con l‘Orsa Maggiore e si pensa che al suo interno ci sia un’enorme buco nero supermassiccio che si sta inghiottendo l’intera galassia.
Indichiamo anche la galassia NGC4631, che appare esattamente di taglio e sembra avere la forma di un fuso.

Da poco sorta da est è la costellazione zodiacale della Vergine con Spica, la sua stella principale.
Anche questa costellazione è ricca di galassie ed in particolare è importante segnalare il grande “ammasso della vergine” che ne contiene numerose tra cui le più importanti sono: M87, chiamata anche VirgoA che è una delle galassie più grandi conosciute e la Galassia Sombrero, nota anche come M104.

La costellazione del Leone è molto alta nel cielo e brilla assieme alla luminosa Regolo. Anche qui ci sono moltissime galassie da osservare; segnaliamo solo le principali, che sono: M65, M66, M95, M96, M105 e NGC 3628, tutte visibili con strumenti di piccole o medie dimensioni.
La costellazione del Leone Minore ci mostra invece le galassie NGC3344, NGC3432 e NGC3486, ma sono tutte molto deboli da osservare.

A nord l’Orsa Maggiore si presenta quasi a testa in giù, più in basso il Piccolo Carro con la Stella Polare, l’estesa costellazione del Dragone, Cefeo, Cassiopea e la Giraffa. Queste sono tutte costellazioni che ritroviamo nel cielo ogni mese perché ruotano attorno alla Stella Polare quindi non tramontano mai, per questo sono infatti chiamate circumpolari.

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