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Le notti di gennaio, se il tempo meteorologico lo permette, sono fantastiche per le osservazioni perché sono limpide e molto lunghe.
Le brillanti costellazioni invernali ci regalano poi spettacoli entusiasmanti, i più belli di tutto l’anno astronomico.

Ad inaugurare il nuovo anno, nella prima settimana di Gennaio, troviamo come protagoniste le meteore Quadrantidi, stelle cadenti molto numerose che si possono paragonare alle Perseidi estive di San Lorenzo.
Il loro radiante sarà a nord-est tra le costellazioni del Boote, dell’Orsa Maggiore, e del Drago e il giorno del loro massimo sarà il 3 gennaio.

Ad Ovest, in prima serata, la costellazione di Pegaso tramonta all’orizzonte assieme ai Pesci, alla Balena e all’Ariete.
La costellazione di Andromeda sarà ancora visibile per qualche ora, bassa sull’orizzonte e sarà possibile ammirare la galassia di Andromeda, la galassia più vicina a noi ovvero 2,5 milioni di anni luce.

Anche la galassia a spirale del Triangolo, nell’omonima costellazione, a 2,59 milioni di anni luce da noi, sarà osservabile persino con un binocolo in zone piuttosto buie.

La costellazione di Perseo ci mostra ancora una volta il suo splendido doppio ammasso NGC 869 e NGC 884, una coppia di ammassi aperti molto luminosi visibili ad occhio nudo.

Il Toro impera nei nostri cieli con il suo occhio delineato dalla stella Aldebaran, una gigante arancione distante dalla Terra 65 anni luce.
Accanto a questa stella possiamo osservare l’ammasso stellare delle Iadi, l’ammasso aperto più vicino a noi.
L’ammasso stellare più bello e importante è però quello delle Pleiadi.
Note anche come “le sette sorelle”, formate da un centinaio di stelle distanti 440 anni luce da noi, illuminano il cielo come perle preziose.

L’Auriga è molto alta sopra le nostre teste, non presenta oggetti particolarmente interessanti da osservare se non tre ammassi aperti distanti da noi circa 4000 anni luce e appena visibili ad occhio nudo: M36, M37 e M38.

Spostandoci verso Sud, Orione, il re delle fredde notti invernali, continua ad osservarci dall’alto con la sua luminosissima cintura formata dalle stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka.
Nella spada del guerriero è presente l’oggetto più affascinante del periodo “la nebulosa di Orione” o M 42.
E’ una nebulosa gassosa, visibile anche con un binocolo, distante 1500 anni luce dalla Terra composta prevalentemente da idrogeno.
Possiede una massa totale pari a 10 masse solari.
M42 costituisce la parte più brillante di una più ampia nube di gas e polveri estesa per centinaia di anni luce che attraversa quasi tutta la costellazione di Orione.
Oltre alla nebulosa di Orione possiamo individuare altri oggetti, come la nebulosa oscura Testa di cavallo, una nebulosa oscura, distante 1600 anni luce dalla Terra.

Betelgeuse, la stella che rappresenta la spalla del guerriero splende luminosa assieme a Sirio, nel Cane Maggiore e Procione nel Cane Minore.
Sono considerate le tre stelle più luminose del cielo invernale e la loro posizione determina l’asterismo del “triangolo invernale“.
La luminosità di Sirio (la più luminosa) e Procione è però solo apparente, le vediamo così splendenti perché sono molto vicine a noi, rispettivamente 8,6 e 11,4 anni luce.

La debolissima costellazione dell’Unicorno ci regala oggetti interessanti da osservare, tra cui numerosi ammassi stellari visibili anche con un binocolo in condizioni di cielo molto scuro:
NGC2264 è un ammasso aperto distante 2500 anni luce da noi, M50 è un ammasso aperto a 3000 anni luce, NGC2232 distante 1300 anni luce e NGC2244 un ammasso aperto che si trova al centro di una nebulosa, la “nebulosa di rosetta“.

Allo zenit incontriamo la costellazione zodiacale dei Gemelli, in cui possiamo facilmente individuare le due stelle più luminose Castore e Polluce che, nel mito greco erano appunto i nomi dei due fratelli.
Già con un binocolo, nella costellazione, è possibile ammirare M35, un ammasso aperto distante 3000 anni luce da noi e la nebulosa planetaria NGC2392 chiamata anche “Nebulosa eschimese” perché le polveri che la circondano le danno le sembianze di un volto umano.

Sempre a sud troviamo la costellazione del Cancro rinomata per ospitare M44, ovvero “l’Ammasso del Presepe“, il primo oggetto che Galileo osservò con il suo cannocchiale.
Si tratta di un ammasso aperto molto brillante che dista da noi 520 anni luce.
È uno dei più vicini al sistema solare e contiene una ricca popolazione di stelle. In un cielo nitido l’ammasso appare a occhio nudo come un oggetto nebuloso.
Un altro ammasso da segnalare nella costellazione del Cancro è M67, più grande del precedente ma più lontano, tanto da farlo apparire più debole e di minor bellezza.

Ad Est la costellazione del Leone sale molto velocemente dall’orizzonte e la possiamo già trovare ben alta in seconda serata con la sua luminosa Regolo, la stella che rappresenta la zampa dell’animale.
In questa costellazione ci sono molte galassie, alcune delle quali raggruppate in ammassi.
Quelle osservabili anche con piccoli telescopi sono M65, M66 e NGC3628, un terzetto di galassie raggruppate e M95 e M96, altre due galassie raggruppate.
NGC2903, NGC3190 e NGC3607 sono invece altre tre galassie isolate.

Il Leone Minore mostra tre piccole galassie classificate NGC3344, 3432 e 3486, molto deboli da osservare.
Dopo la mezzanotte vedremo sorgere dall’orizzonte anche la costellazione della Chioma di Berenice, della Vergine e del Boote.

A Nord troviamo l’Orsa Maggiore, il Piccolo Carro con la Stella Polare, Cassiopea, Cefeo, Il Drago, la Lince e la Giraffa.

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