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Il solstizio d’inverno è quel giorno dell’anno in cui il Sole a mezzogiorno si trova esattamente allo zenit sul Tropico del Capricorno (latitudine: 23° 26′ Sud). Segna quindi l’inizio dell’estate per l’emisfero australe e l’inizio dell’inverno per noi.

Il Sole nell’arco della giornata si alza nel cielo fino a raggiungere la sua massima altezza sull’orizzonte a mezzogiorno, dopodichè ridiscende fino a tramontare. Questa massima altezza varia durante l’anno: nel giorno del solstizio d’estate è all’apice, mentre al solstizio d’inverno, come oggi, è all’altezza minima: 90°-latitudine -23°, quindi a Cento (latitudine: 44°77′) il Sole è ad appena 90-44.72-23.45= 21.83° di altezza al suo punto di massimo.

1-foto-thomas-aIl plinto tolemaico del nostro osservatorio oggi.

Approfittando della giornata di Sole che ci è stata concessa, dopo tanta nebbia, si è potuto “fotografare” il solstizio sugli strumenti del nostro Osservatorio. Qui sopra vediamo il plinto tolemaico, lo strumento che ci consente di leggere l’altezza del Sole. E possiamo notare che l’ombra proiettata è proprio in corrispondenza della linea incisa per il solstizio d’inverno, corrispondente a un’altezza compresa tra i 20 e i 22.5° (ricordiamo che l’altezza teorica di 22° sopra calcolata viene raggiunta dal Sole esattamente a mezzogiorno).

Sulla nostra meridiana, invece, possiamo vedere l’ombra in corrispondenza dell’inizio della linea meridiana (la linea su cui l’ombra si muove a mezzogiorno nell’arco dell’anno).

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La meridiana del nostro Osservatorio oggi.

Già da domani l’ombra dello gnomone comincerà ad abbassarsi, perchè il Sole riprenderà a “salire di quota” a mezzogiorno, nel suo moto apparente. Oggi è quindi il giorno dell’anno con meno ore di luce: da domani, nebbia permettendo, le giornate riprenderanno ad allungarsi.

Il termine solstizio viene dal latino Sol (Sole) sistere (fermarsi). Infatti, è come se il Sole salisse e scendesse entro due “punti di stop”. Parte dal punto più basso (solstizio d’inverno), sale, fino a “fermarsi” nel punto più alto il giorno del solstizio d’estate. Dopodichè, ridiscende fino all’altezza del solstizio d’inverno, dove interrompe la sua discesa per ricominciare a risalire.

In particolare, il solstizio d’inverno era un evento importante per gli antichi popoli, perchè era il giorno a partire dal quale ritornava la luce, per il fatto che le giornate si allungavano. Nell’impero romano si parlava di Sol invictus (Sole invitto), perchè il Sole ricominciava a vincere sulle tenebre.

Una curiosità è che il Natale viene festeggiato il 25 dicembre proprio per questo! Il Sole è stato spesso usato come rappresentazione allegorica di Dio (già nel primo canto dell’Inferno Dante parla del Sole che sorgeva dietro il colle per indicare la grazia divina che l’avrebbe portato fuori dalla selva oscura), e la festa della rinascita del Sole, celebrata intorno al 20 di dicembre nelle varie civiltà, è diventata la festa della nascita di Gesù nella cristianità. Curiosità nella curiosità: il legame tra il Sole e Dio è molto più vicino a noi di quanto non si possa pensare. Infatti, il giorno della domenica prende il nome dal latino Dominus (Signore). Ma com’è “domenica” in inglese? Sunday, alla lettera “giorno del Sole”.

Per concludere,  qualche cenno sulla posizione del Sole negli altri giorni “importanti”.

Nel giorno del solstizio d’estate, il giorno dell’anno con più ore di luce in assoluto, il Sole a mezzogiorno è allo Zenit sul tropico del Cancro (latitudine: 23° 26′ Nord). A Cento la sua altezza sull’orizzonte a mezzogiorno sarà 90°-latitudine+23° = 90-44.72+23.45=68.73° (e se guardate la foto del plinto tolemaico noterete una linea incisa proprio in corrispondenza dei 69°: il giorno del solstizio d’estate l’ombra sarà proprio qui).

Nei due equinozi, sia di primavera che in autunno, il Sole a mezzogiorno è allo zenit sull’Equatore. Siccome la latitudine dell’equatore è zero, si ha che a Cento nei giorni di equinozio il Sole a mezzogiorno avrà un’altezza di circa 46°. In entrambe le giornate l’ombra passa proprio sulla linea “intermedia” incisa sul plinto tolemaico, posta proprio in corrispondenza dei 46°.

NB Il +23.45° nel solstizio d’estate e il -23.45° nel solstizio d’inverno rappresentano i valori di declinazione del Sole in queste due giornate.

Ringraziamo il socio Thomas Mazzi che ha realizzato questi strumenti così precisi.

Claudia Ferrari.

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