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Il periodo invernale è il periodo migliore per osservare il cielo perché risulta più limpido e ci mostra molti oggetti interessanti.
Le costellazioni  autunnali, visibili nei mesi precedenti stanno tramontando.

Ad ovest incontriamo le costellazioni di Pegaso, dei Pesci e della Balena basse sull’orizzonte  dal quale scompariranno poco dopo la mezzanotte.

Ancora ben visibile, almeno nella prima parte della notte, è invece la costellazione di Andromeda con l’omonima galassia.
La galassia di Andromeda (chiamata anche Grande nebulosa di Andromeda o siglata con M31 e NGC224) dista da noi 2,5 milioni di anni luce ed è la galassia a noi più vicina.
E’ anche l’oggetto più lontano, visibile dall’occhio umano, che si può individuare senza strumenti di osservazione.
Incontriamo poi la costellazione del Triangolo che ci mostra M33, detta anche “la Galassia del Triangolo”, distante 2,59 milioni di anni luce da noi. E’ una galassia a spirale che, con un cielo estremamente buio può essere osservata anche con un binocolo.

La costellazione dell’Ariete non presenta oggetti interessanti da osservare, segnaliamo solo le due galassie NGC 772, posta a sudest di β Arietis, e la piccola NGC821, a sud, non visibili però ad occhio nudo o con piccoli strumenti.
Perseo è ancora alto nel cielo ed è ancora possibile ammirare il suo doppio ammasso NGC 869 e NGC 884.

Spostandoci verso sud, alta nel cielo, sopra le nostre teste impera l’estesa costellazione dell’Auriga di cui facilmente possiamo riconoscere la luminosa stella Capella.
In un cielo molto buio, anche ad occhio nudo, nella costellazione possiamo trovare tre ammassi aperti M36, M37 e M38.

Anche il Toro si trova ben alto sopra le nostre teste ed è un ottima posizione per osservare l’ammasso stellare delle Pleiadi.

Chiamate anche Sette Sorelle o con la sigla M45, le Pleiadi distano da noi 440 anni luce e si tratta di un insieme di centinaia di stelle blu e bianche molto luminose.
Ad occhio nudo, con un cielo mediamente buio, se ne possono vedere fino a 7 mentre, in un cielo completamente nero se ne possono contare anche 12.
La preminenza delle Pleiadi nel cielo notturno le ha rese importanti in molte culture.
Pare che gli Indiani d’America e successivamente anche i Greci, misurassero la vista col numero di stelle che riuscivano a distinguere nelle Pleiadi, praticamente erano considerate come un test della vista.
Orione è senza dubbio la costellazione più bella del cielo invernale e in questo mese è ben visibile in tutto il suo splendore.
Rappresenta un cacciatore (da qui il nome: in latino, infatti, cacciatore si traduce con Orion) con un grande scudo, delineato da un asterismo di stelle noto come “scudo di Orione” e da una cintura formata dalle tre stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka.
La spada legata alla cintura ospita però l’oggetto più meraviglioso della costellazione e forse dell’intero cielo invernale: la Nebulosa di Orione.
La Nebulosa di Orione, nota anche come  M42 o NGC 1976 è una nebulosa diffusa molto brillante distante 1.270 anni luce dalla Terra.
Si estende per circa 24 anni luce e al suo interno contiene un ammasso aperto giovanissimo noto come “trapezio“.
Nei pressi del trapezio gli astronomi hanno trovato stelle circondate da anelli di polvere, forse l’inizio della creazione di sistemi planetari.
All’interno della nebulosa inoltre ci sono molte stelle in formazione, per questo la nebulosa è stata soprannominata “nursery stellare”.
La sagoma del cacciatore, che ricorda anche la forma di una clessidra, è delineata dalle stelle Rigel, Saiph, Bellatrix, Meissa e Betelgeuse: quest’ultima, distante 640 anni luce da noi, è una gigante rossa giunta oramai al suo stadio finale di vita.

Il Cane Maggiore, nella mitologia Greca rappresenta il fedele segugio di Orione, la sua stella più luminosa è Sirio che è anche la stella più brillante del cielo.
Essendo la costellazione posta in una parte di cielo vicina alla Via Lattea è ricca di oggetti del profondo cielo anche se, purtroppo non così luminosi da essere osservati facilmente ad occhio nudo o con piccoli strumenti.
Un ammasso aperto degno di nota è M41, osservabile ad occhio nudo solo in condizioni di cielo molto buio,  pare che fosse già conosciuto prima dell’invenzione del telescopio. E’ composto da un centinaio di stelle distanti circa 2300 anni luce dalla Terra.
Troviamo poi NGC2362, un altro ammasso aperto piccolo e condensato visibile anche con piccoli telescopi.
La stella più luminosa dell’ammasso è Tau, una supergigante blu distante 5000 anni luce dalla terra.

La costellazione del Cane Minore è composta da due sole stelle, di cui la più luminosa è Procione, l’ottava stella più luminosa del cielo, che dista 11,4 anni luce da noi.
Il suo nome è di origine greca e significa “prima del cane” per indicare che questa stella sorge prima dell’altra stella del Cane Maggiore, ovvero Sirio.

Le stelle Betelgeuse in Orione, Sirio nel Cane Maggiore e Procione nel Cane Minore formano il “triangolo invernale“.
Queste tre saranno infatti le stelle più luminose che ci accompagneranno per tutta la stagione invernale.
Tra il Cane Maggiore e il Cane Minore si trova la costellazione dell’Unicorno, una debolissima costellazione quasi impossibile da osservare persino ad occhio nudo.
E’ ricchissima però di oggetti interessanti da osservare:
M50 è un ammasso aperto distante da noi 3000 anni luce, è visibile già con un binocolo.
NGC 2232 è un ammasso aperto appena visibile ad occhio nudo in condizioni di cielo buio e distante 1300 anni luce da noi.
NGC 2244 è un ammasso aperto che si trova al centro di una nebulosa, la “nebulosa di rosetta”.
Sia l’ammasso che la nebulosa si trovano a 5500 anni luce dalla Terra e sono osservabili anche con un binocolo.
NGC 2264
è un ammasso aperto visibile anche con un binocolo.
E’ attraversato dalla Nebulosa Cono e entrambi distano 2500 anni luce da noi.

Sempre a sud possiamo individuare due stelle molto luminose, si tratta di Castore e Polluce nella costellazione dei Gemelli.
Per le osservazioni segnaliamo M35, un ammasso aperto cospicuo, visibile al limite ad occhio nudo ma meglio osservabile con un binocolo. La distanza dalla Terra è di 3000 anni luce.

Con strumenti più potenti si può osservare NGC2392, la Nebulosa planetaria Maschera di Clown o Nebulosa Eschimese, nome dovuto al fatto che le polveri che la circondano le danno le sembianze di un volto umano.
Accanto ai Gemelli troviamo la costellazione del Cancro, poco luminosa.
In essa è difficile riconoscere la forma di un granchio.
Contiene però oggetti interessanti per le osservazioni, in particolare M44, l’ammasso del presepe.
E’ un ammasso aperto distante da noi 520 anni luce che appare come una macchia nebulosa al limite di visibilità ad occhio nudo.
M67 è un’altro ammasso aperto, contiene più stelle del precedente ma essendo più lontano (dista circa 2600 anni luce da noi) ci appare logicamente più debole e più piccolo.
Continuiamo la nostra osservazione dirigendoci verso est dove, da poco, dall’orizzonte è sorto il Leone con la sua stella principale Regolo.
Ad accompagnarlo sono il Leone Minore, i Cani da Caccia, la Chioma di Berenice e, nella seconda parte della notte il Boote e la Vergine.

A Nord troviamo l’Orsa Maggiore posta in linea verticale rispetto all’orizzonte e riusciamo facilmente a individuare il Piccolo Carro con la Stella Polare.
Attorno ruotano Cassiopea, Cefeo, Il Drago, la Lince e la Giraffa.


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