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A novembre le notti si allungano, permettendoci di osservare la volta celeste più a lungo e dare un ultimo saluto alle costellazioni autunnali che stanno ormai tramontando.
A ovest incontriamo le costellazioni dell’Aquila, del Cigno e della Lira che si abbassano sempre maggiormente all’orizzonte così come la Freccia, la Volpetta e il Delfino.

A sud ovest troviamo molto bassa sull’orizzonte la costellazione dell’Acquario, composta da tante stelle poco luminose, non ci mostra oggetti particolarmente interessanti da osservare, almeno con piccoli strumenti. Con strumenti più potenti è possibile osservare NGC 7009, la “Nebulosa Saturno“, chiamata così proprio perché la sua forma ricorda il pianeta con gli anelli e NGC 7293, la “Nebulosa Elica“, probabilmente la nebulosa planetaria più vicina alla Terra ed una delle più estese, ma per questo la sua luce ci arriva molto debole.
Ancora ben alto nel cielo troviamo il grande quadrato di Pegaso, una costellazione molto estesa che nella mitologia greca rappresenta il cavallo alato di Perseo, l’eroe che sconfisse la gorgone Medusa tagliandole la testa.
In Pegaso vi segnaliamo due stelle interessanti da poter osservare anche con piccoli strumenti: Beta Pegasi, una gigante rossa variabile che indica il vertice del grande quadrato e Epsilon Pegasi, una doppia formata da una stella supergigante gialla e da un’altra piccola stellina.
Questa stellina marca il muso del cavallo, non a caso il suo nome in arabo significa appunto “naso”.
Di notevole importanza e facile visibilità  è anche l’ammasso globulare M15, ci appare con dimensioni pari a un terzo della Luna Piena e dista circa 30 000 anni luce da noi.

Subito accanto al Pegaso c’è la costellazione di Andromeda in cui si trova la galassia di Andromeda, la galassia più vicina alla nostra.
Nella costellazione troviamo però altri oggetti interessanti da osservare tra cui:
Gamma Andromedae, una delle più spettacolari stelle doppie del firmamento composta da una gigante arancione e una compagna blu; NGC 752, un ammasso aperto, distante da noi 1300 anni luce, visibile con un binocolo; NGC 7662, un nebulosa planetaria di modeste dimensioni distante circa 4000 anni luce da noi.

La piccola costellazione del Triangolo, ci mostra M33, una galassia a spirale, la terza più massiccia del nostro gruppo locale.
La sua luce è molto diffusa quindi per osservarla con un binocolo o un telescopio è necessario un cielo scuro e pulito.

La costellazione zodiacale dell’Ariete purtroppo non ci mostra nulla di particolarmente interessante da osservare, così anche come la debole costellazione dei Pesci.

Nella costellazione della Balena, detta anche “il Ceto”  si trova Ceti (Mira), una famosa stella variabile, una gigante rossa grande 300 volte il nostro Sole che ha forti variazioni di luminosità ogni 11 mesi.

In basso sull’orizzonte a sud si staglia l’estesa costellazione dell’Eridano, tanto estesa che non riusciamo nemmeno ad osservarla interamente perché si divide tra i due emisferi.

Sopra le nostre teste, allo zenit,  troviamo la costellazione di Perseo, già citata per il suo doppio ammasso NGC 869 e NGC 884.
In essa troviamo anche M34, un ammasso aperto distante 1400 al dal Sole e la coppia di binarie ad eclisse Beta Persei (Algol), una coppia stretta di stelle orbitanti l’una attorno all’altra.

Più in basso possiamo riconoscere la bellissima costellazione del Toro, famosa per le Pleiadi, l’ammasso stellare più prestigioso della volta celeste e per le Iadi, un altro ammasso stellare di notevole importanza che assieme alla stella Aldebaran va a formare le corna dell’animale.
Il Toro è affiancato dalla costellazione dell’Auriga che ci mostra la sesta stella più luminosa del cielo, Capella, che è in realtà una stella doppia formata da due giganti gialle.
M36, M37 e M38 sono tre ammassi aperti distanti tra i 4000 e i 4500 anni luce da noi, appena visibili ad occhio nudo.

Dall’orizzonte Est è da poco sorta la costellazione di Orione, la più bella dei cieli invernali.
In essa ci sono davvero tanti oggetti interessanti da osservare, in particolare modo la nebulosa di Orione, sita nella cintura del guerriero, nella nebulosa si possono individuare 4 stelle molto luminose che vengono chiamate “trapezio”.
La sua stella più luminosa è Betelgeuse, una gigante rossa distante circa 640 anni luce da noi.

Anche i Gemelli, Castore e Polluce hanno fatto la loro comparsa nel cielo, in essi, con un binocolo possiamo trovare M35, un ammasso aperto distante 3000 anni luce da noi.

In tarda serata da Est sorgeranno le costellazioni del Cane Minore, con la stella Procione, la costellazione del Cancro e il Cane Maggiore con la brillante Sirio.

A nord, la Grande Orsa, che il mese scorso era bassa sull’orizzonte, sta risalendo, affiancata dall’Orsa Minore e dalla costellazione del Dragone più ad ovest.

Cassiopea, accompagnata dalla costellazione del Cefeo e della Giraffa ci appare con una “M”, quindi rovesciata rispetto alla posizione che aveva in primavera/estate, ovvero una forma di “W”.

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