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Anche il cielo di ottobre, come quello di settembre, è un cielo di transizione che ci mostra un passaggio dalle costellazioni estive a quelle autunnali e invernali.
Ad ovest, in prima serata vediamo scomparire dietro l’orizzonte le costellazioni del Boote, la Corona Boreale e l’Ofiuco con il Serpente ed Ercole.

Il “Triangolo Estivo” formato dalla stella Vega, nella Lira, Altair nell’Aquila e Deneb nel Cigno sarà ancora visibile fino circa alla mezzanotte, quando poi tramonterà dietro l’orizzonte assieme alla Volpetta, alla Freccia e al Delfino.

A Sud, bassa sull’orizzonte è visibile la costellazione del Pesce Australe affiancata dal Microscopio, dal Capricorno e dall’Acquario, tutte e tre costellazioni molto deboli purtroppo prive di oggetti interessanti da osservare.

Alta allo zenit incontriamo poi la costellazione di Pegaso e di Andromeda.
Questa è una zona molto interessante per le osservazioni:
in Pegaso possiamo osservare M15, un ammasso globulare al limite della visibilità ad occhio nudo, uno degli oggetti più densi della Via Lattea.
In Andromeda troviamo invece la galassia omonima, appunto “la Galassia di Andromeda“,  sita a 2,5 milioni di anni luce dalla Terra.

A sud-est, bassa sull’orizzonte si poggia la costellazione della Balena nella quale è possibile osservare M77, una galassia a spirale dai bracci molto regolari, visibile con piccoli telescopi.

Più in alto troviamo le costellazioni zodiacali dei Pesci e dell’Ariete, povere di oggetti interessanti da osservare, e la piccola costellazione del Triangolo che ci mostra invece la Galassia del Triangolo o M33, che si trova a 3 milioni di anni luce e può essere osservata sotto un cielo buio anche con un binocolo senza difficoltà.
Si tratta di una delle galassie più vicine alla nostra, ed è un membro del Gruppo Locale di galassie.
A Est sopra l’orizzonte è ben visibile la costellazione del Toro con la sua stella principale Aldebaran, distante 65 anni luce dalla Terra.
Interessante da osservare in questa costellazione è l’ammasso stellare più luminoso dell’intera volta celeste, ovvero le Pleiadi.
L’ammasso dista 440 anni luce da noi ed è formato da centinaia di stelle. Ad occhio nudo se ne possono distinguere almeno 6.
Sempre nel Toro si trovano anche le Iadi, un altro ammasso aperto, che con la stella Aldebaran forma una V nel cielo che marca la testa dell’animale.
Accanto al Toro si estende la costellazione dell’Auriga con la sua stella più luminosa Capella e diversi oggetti celesti tra cui molti ammassi stellari, vi segnaliamo M36, M37 e M38.
M36 è il più piccolo ma molto brillante, M37 è il più denso mentre M38 si trova invece sul bordo di un ricco campo stellare.
Più in alto ci imbattiamo nella costellazione del Perseo con il suo doppio ammasso aperto NGC 869 e NGC 884, stupendi da osservare con binocoli o telescopi.
Si trovano entrambi ad una distanza maggiore di 7.000 anni luce. Il fatto che siano ancora così luminosi a questa distanza, fa dedurre che siano due ammassi di dimensioni notevoli.

Già dalla mezzanotte dall’orizzonte est sorgerà la costellazione di Orione e dei Gemelli, due costellazioni che saranno protagoniste dei cieli invernali.

A nord l’Orsa Maggiore si trova ancora bassa sull’orizzonte accompagnata come sempre dall’estesa costellazione del Dragone, dall’Orsa Minore, da Cefeo e da Cassiopea.

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