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Le calde notti estive ci consentono di osservare la volta celeste in modo più piacevole e ammirare la stupenda strisciata della Via Lattea, che riempie il cielo da nord-est a sud-ovest con tantissime piccole stelle.
Possiamo individuare molte di queste al nostro zenit, ovvero esattamente sopra alle nostre teste, dove incontriamo anche le tre principali costellazioni estive: La Lira, con la luminosa stella Vega, il Cigno, con la stella principale Deneb e l’Aquila con la stella principale Altair.

La vicinanza alla Via Lattea, che ha il suo culmine nell’adiacente costellazione del Cigno, fa si che nella costellazione della Lira si possano osservare importanti oggetti galattici tra cui uno degli ammassi stellari aperti più antichi, identificato come NGC 6791, di cui si stima un’età attorno agli 8 miliardi di anni.
E’ possibile osservare anche M56, un ammasso chiuso di stelle molto debole, distante da noi 32.900 anni luce.
La regina della zona rimane però la nebulosa ad Anello o M57, una delle nebulose planetarie più conosciute ed osservate perché individuabile anche con piccoli telescopi.
Presenta una macchia al centro e un anello opaco di polveri tutto attorno.
Questa nebulosa è stata generata da una stella che ha esaurito il suo combustibile, l’idrogeno, e ha dato così il via ad una reazione a catena che l’ha poi portata a raffreddarsi e a disperdere tutti i suoi gas nello spazio.
Il punto centrale che si osserva è quello che rimane della stella, una “nana bianca”, che procederà man mano verso il suo declino e quindi al suo spegnimento.

Spostiamoci ora nella costellazione del Cigno, soprannominata anche “Croce del nord” perché le sue stelle principali sembrano effettivamente formare una croce.
Anche in essa possiamo ritrovare molti ammassi aperti di stelle e nebulose:
M39 è un ammasso aperto visibile facilmente anche con un binocolo, NGC7000, chiamata “Nebulosa Nord America”  per la sua forma, si trova accanto alla stella Deneb ed è facilmente risolvibile con un binocolo e persino ad occhio nudo nelle notti molto buie.
Da segnalare anche la Nebulosa Velo NGC 6960 che ricopre un’estensione molto ampia ma è molto debole, NGC6826, una piccola nebulosa planetaria identificata anche come  “Nebulosa Intermittente” e Beta Cigni, Albireo, la più bella stella doppia tra tutte quelle conosciute.

Nella costellazione dell’Aquila, ad est della brillante stella Altair,  possiamo osservare NGC6709, un luminoso ammasso aperto semplice da individuare anche con un binocolo.

Le deboli costellazioni del Cavalluccio, del Delfino, della Freccia e della Volpetta si stagliano ancora al nostro zenit: interessante segnalare, nella costellazione della Volpetta, M27, una bellissima nebulosa planetaria.

Ad Ovest incontriamo ancora la costellazione del Boote ma è molto bassa all’orizzonte, sotto cui si nasconderà presto la brillante Arturo, la terza stella più luminosa del cielo dopo Sirio.

Saranno invece ancora ben visibili per tutto il mese le costellazione della Corona Boreale, purtroppo molto povera di oggetti da osservare e la costellazione di Ercole nella quale è importante segnalare l’ammasso globulare  M13, formato da decine di migliaia di stelle, visibile anche con piccoli strumenti.
E’ un piacere osservare anche M92, un’altro ammasso globulare simile al precedente, anche se meno esteso e meno importante.

Procedendo verso sud incontriamo l’estesa costellazione del’Ofiuco  in cui possiamo osservare bellissimi ammassi globulari visibili anche con un binocolo: M9101214  e M107.

Anche la costellazione dello Scudo, che affianca l’Ofiuco, presenta ammassi globulari come M11 chiamato anche l’ammasso dell'”Anitra Selvatica” e M26, un ammasso aperto meno luminoso e denso del precedente.

A sud il Sagittario rimane sempre basso sull’orizzonte ed ancora ci mostra il suo spettacolare ammasso globulare M22, visibile persino ad occhio nudo, M8, detta  la Nebulosa Laguna, anch’essa visibile ad occhio nudo, M20, la nebulosa Trifida e la nebulosa Omega, M17.
M28, 54, 55, 69 e M70 sono 5 ammassi globulari molto belli da osservare anche se richiedono l’utilizzo di strumenti più potenti.

Ci spostiamo poi verso la piccola costellazione del Microscopio e del Pesce Australe di cui si può facilmente individuare la luminosa stella Fomalhaut.

La costellazione dell’Acquario è formata da stelle poco luminose e non è quindi semplice delineare la sua sagoma nel cielo.
Sono comunque da segnalare M2, un ammasso globulare molto luminoso visibile con qualsiasi binocolo, NGC 7009, chiamata “Nebulosa Saturno” perché ricorda vagamente la forma del pianeta e NGC7293 ovvero la “Nebulosa Helix”, la nebulosa planetaria più vicina  a noi.
Purtroppo è quasi impossibile osservarla data la sua bassissima luminosità.

Da Est stanno sorgendo le principali costellazioni che ci terranno compagnia nei mesi autunnali:
Pegaso affiancato da Andromeda, nella quale si può osservare  M31, la galassia di Andromeda, la costellazione del Perseo in cui sono presenti due ammassi aperti di notevole bellezza NGC869 e 884,  le piccole costellazioni del Triangolo e dell’Ariete, l’estesa ma debole costellazione dei Pesci. Dopo le 23.30 vedremo sorgere l’estesa costellazione della Balena, del Toro con lo stupendo ammasso delle Pleiadi e la costellazione dell‘Auriga con la brillante stella Capella.

A nord possiamo osservare la Grande Orsa bassa sull’orizzonte, sovrastata dalle costellazioni circumpolari del Drago, in cui è da segnalare la nebulosa planetaria NGC6543, piccola ma molto bella, l‘Orsa Minore, in cui si trova la Stella Polare, la costellazione di Cefeo e Cassiopea, quest’ultima ricca di oggetti da osservare  tra cui M52, un grazioso ammasso aperto, NGC457 il più bello e luminoso ammasso dell’intera costellazione, NGC281 detta anche “Nebulosa Pacman” per la sua forma e NGC7635, un’altra nebulosa chiamata “Nebulosa Bolla”.

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