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Gli orologi solari si differenziano dalle meridiane per il tipo di indicazione che riportano sul quadrante. Più propriamente, gli orologi solari riportano le ore mentre le meridiane indicano solamente il momento del transito solare sul meridiano ovvero il mezzogiorno vero.

Oggigiorno, nel lessico comune, la distinzione tra orologio solare e meridiana è ormai scomparsa e si utilizza indifferentemente l’uno o l’altro termine.

Entrambi gli strumenti utilizzano il Sole per proiettare ombre o raggi di luce su un quadrante dov’è possibile leggerne le informazioni.

Il quadrante può essere più o meno complesso e riportare linee, punti, indicazioni relative al calendario o alle attività di tutti i giorni.

L’utilizzo delle meridiane risale alla notte dei tempi, quando il Sole era l’unico riferimento temporale durante la giornata. Il problema di questi orologi consisteva nel loro mancato funzionamento in giorni di maltempo o durante la notte. Per ovviare a questi inconvenienti vennero adottati orologi basati sullo stillicidio d’acqua (orologi ad acqua) o sulla caduta di sabbia (clessidre). Questi strumenti erano molto imprecisi quindi dovevano essere azzerati utilizzando la meridiana come riferimento.

In epoca medioevale, con l’avvento dell’orologio a pendolo con ruota a scappamento, gli orologi meccanici raggiunsero precisioni considerevoli, inferiori ai 30 sec al giorno, ma non ancora sufficienti a svincolarsi dalla meridiana e fu proprio in questo periodo che si iniziò a verificare la non regolarità della meridiana comparandola con orologi e metodi sempre più precisi.

La grande meridiana di San Petronio a Bologna, ideata da Cassini, fu utilizzata per lo studio dell’orbita terrestre, utilizzandola in sinergia con un orologio. Dalle osservazioni si notò chiaramente la non regolarità del mezzogiorno vero dovuta all’orbita ellittica terrestre attorno al Sole e dalla precessione equinoziale. La stessa meridiana venne anche utilizzata come riferimento di tempo ad alta precisione; venne utilizzata da Cassini per misure di tempo e teorizzare la velocità finita della luce.

Uno degli ultimi strumenti installati all’osservatorio è proprio una meridiana. Visibile sul lato sud dell’edificio è stata realizzata a mano su supporto di marmo dagli astrofili centesi e nell’attimo del mezzogiorno Centese permette di avere la misura del tempo che scorre.

meridiana

Ogni giorno, quando il Sole si trova allo zenit lo gnomone proietta un’ombra che coincide con la linea verticale meridiana che giace sulla direzione nord/sud geografica. In tale momento si è certi che il Sole stia transitando sul meridiano di Cento e contestualmente è possibile misurarne “l’altezza” in mesi. Sui lati della linea meridiana sono riportate delle tacche corrispondenti ai vari mesi dell’anno; l’ombra dello gnomone funge cosi da indicatore sia del mezzogiorno vero che del mese attuale.

Le meridiane sono sempre state utilizzate in campo astronomico e contemporaneamente appartengono alla tradizione antica degli orologi utilizzati per scandire i momenti del giorno. E’ proprio in questo contesto che si è voluto inserire questo strumento appartenente sia alla tradizione che alla scienza.

Thomas Mazzi

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