Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Nella mitologia greca, per quanto riguarda i due gemelli CASTORE e POLLUCE, si racconta che: ZEUS si innamorò della bella LEDA, moglie del re TINDARO, e si unì a lei trasformandosi in un bellissimo cigno bianco, facendole generare due uova.
Da un uovo nacquero, nelle vicinanze di Sparta, i gemelli Polluce ed Elena, e dall’altro Castore e Clitennestra.
Castore e Clitennestra si dice però fossero figli di Tindaro (marito di Leda), che si unì a lei dopo gli amori di questa con Zeus. 

Pertanto Polluce, figlio del dio, era immortale, a differenza del fratello “umano”.
I due ragazzi crebbero e diventarono degli eroi, forti e coraggiosi:
Castore diventò un forte pugile, mentre Polluce era un indomabile guerriero.

I due gemelli sono noti anche come DIOSCURI, ovvero “figli di Zeus” (anche se come già annunciato non erano entrambi figli di Zeus).

mito_gemelli

Castore e Polluce erano davvero molto legati e qualsiasi decisione dovessero prendere lo facevano assieme, senza mai litigare.

Erano talmente coraggiosi che decisero di partecipare alla spedizione degli “Argonauti”, quel gruppo di circa 50 eroi che, sotto la guida di Giasone, diedero vita a una delle più note e affascinanti narrazioni della mitologia greca: l’avventuroso viaggio a bordo della nave Argo che li condurrà nelle ostili terre della Colchide alla riconquista del vello d’oro.

Per aver placato una tempesta in quella spedizione i due gemelli furono considerati protettori dei naviganti.

Secondo una versione del mito, i due gemelli – furono invitati alle nozze delle figlie di Leucippo e, spinti da chi sa quale movente, rapirono le ragazze.

A quel punto tutti li rincorsero e si scatenò un’enorme lite in cui Castore fu ucciso e mandato negli inferi. Polluce, ferito, fu portato in cielo da Zeus ma, non volendo separarsi dall’amato fratello, chiese a Zeus di liberarlo dall’immortalità per potersi riunire a Castore. Commosso, Zeus concesse loro di restare insieme, un giorno negli Inferi e un giorno tra gli dei.

Successivamente, come premio per tale amore fraterno, portò entrambi nei cieli, sotto forma di costellazione.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail