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Per gli antichi Romani Venere era considerato il pianeta della dea della Bellezza e dell’Amore perché è un pianeta molto luminoso, soprattutto poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto; per questa ragione, è stato spesso definito “Stella del Mattino” o “Stella della Sera“.

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È il secondo pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole, e per percorrere la sua orbita impiega 224,7 giorni terrestri mentre per una rotazione sul suo asse impiega 243 giorni terrestri.
La sua rotazione è insolita: il pianeta, infatti, ruota in senso inverso rispetto agli altri pianeti del Sistema Solare, ovvero in senso orario.
Ciò significa che, se riuscissimo a fare un viaggio sul pianeta, vedremmo il Sole sorgere ad ovest e tramontare ad est.
Non si sa perché il pianeta abbia questa inconsueta rotazione detta “retrograda”, si ipotizza che sia questo fenomeno sia dovuto ad una collisione con un corpo maggiore, tanto forte che il pianeta per effetto dell’impatto ha cominciato a ruotare in senso opposto.

La sua densissima atmosfera è composta di nuvole di biossido di carbonio (Co2) e di acido solforico che riflettono circa l’80% della luce solare e questo spiega la sua eccezionale luminosità (il termine tecnico per definire questa luminosità si chiama “albedo”).
Esse creano però una forte pressione sul pianeta (circa 100 volte quella terrestre) e un grandissimo effetto serra.
Le nuvole così dense non permettono infatti ai pochi raggi solari che riescono a raggiungere la superficie del pianeta di fare ritorno verso l’esterno e questo fa sì che le temperature si alzino vorticosamente: sul pianeta troviamo, infatti, una temperatura media che si aggira intorno ai 500 C°.

Anche la sua inclinazione assiale, di soli 3 gradi, contribuisce a fare di Venere il pianeta più caldo del Sistema Solare, in quanto porta a non avere l’alternanza delle stagioni, come avviene invece sulla Terra.

L’acido solforico contenuto nell’atmosfera crea delle piogge acide e corrosive che cadono poi sulla superficie del pianeta.

Venere è denominato “il pianeta gemello” perché ha una massa e una dimensione molto simile a quella del nostro pianeta.
Inoltre, si ipotizza che una volta la sua atmosfera fosse come la nostra, ma a causa della sua vicinanza al Sole è a poco a poco evaporata, e così anche le sue acque, di cui forse c’è ancora traccia nelle nubi sotto forma di vapore acqueo.

Alcuni scienziati pensano che potrebbero esistere tracce di vita (magari anche primordiali) tra questi stralci di nubi di vapore perché la presenza di acqua, nello spazio, è sempre associata a una probabile presenza di forme di vita.

Tra gli anni ’20  e gli anni ’60, quando furono lanciate le prime missioni alla scoperta del pianeta, si pensava che Venere fosse abitata da esseri simili a noi o addirittura da dinosauri, creature e piante mostruose.

Le sonde però hanno mostrato un pianeta rovente e inospitale.
Sotto le sue nubi Venere presenta una superficie ricoperta da moltissimi vulcani e pochi crateri da impatto. Questo perché all’interno della crosta non ci sono le placche tettoniche come sulla Terra, e quindi il nucleo liquido fuoriesce ogni tanto, ricoprendo tutto il pianeta e riformando l’intera crosta.Si pensa quindi che i vulcani in superficie esplodano tutti assieme e che l’ultima esplosione risalga a circa 500 milioni di anni fa (quando si svilupparono le prime forme di vita sulla Terra).

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Oltre ai vulcani ci sono molti monti tra cui, di notevole rilevanza, troviamo il Monte Maxwell, alto 11 mila metri.

Si ipotizza che la struttura interna del pianeta sia simile a quella terrestre, quindi composta da un nucleo ferroso circondato da roccia che forma il mantello e da una crosta spessa circa un centinaio di km.

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Da sinistra: il monte Maxwell e il monte Maat.

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