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Marte è il quarto pianeta partendo dal Sole, l’ultimo dei pianeti di tipo terrestre o roccioso. La sua distanza media dal Sole è di 228 milioni di km.
Il suo periodo di rotazione, quindi un suo giorno (chiamato sol), dura 24h e 36 minuti, mentre il suo anno dura 687 giorni terrestri.
Il suo diametro equatoriale è di 6.780 km, quindi il pianeta risulta essere grande circa la metà della Terra.

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La sua orbita è molto ellittica. Ogni due anni il suo passaggio si avvicina alla Terra e ogni 16 anni ci sono le grandi opposizioni, ovvero il pianeta si trova al perigeo (il punto della sua orbita più vicino alla Terra). Il prossimo avvenimento di questo tipo sarà nel 2018.

Anche Marte, come la Terra, ruota su se stesso con un’inclinazione assiale. La sua è di circa di 25°, rispetto ai 23,5° della Terra, e questa condizione permette il susseguirsi delle stagioni. Quando Marte è più distante dal Sole, è estate nell’emisfero settentrionale, quando invece si avvicina ad esso è estate nell’emisfero meridionale.
Il pianeta presenta calotte polari, formate da anidride carbonica e da acqua ghiacciata, che si espandono in inverno e si sciolgono, in parte, in estate.
L’anidride carbonica solidifica ad una temperatura di -79 °C passando dallo stato gassoso a quello solido (ghiaccio).

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Su Marte la pressione è bassissima: c’è pochissima atmosfera, composta da anidride carbonica e priva di ozono, ma quando i ghiacci si riscaldano, nell’estate marziana, e si sciolgono, essa diventa più spessa, e si formano nuvole e venti che causano tempeste di sabbia e tornado molto forti.
Le calotte polari presentano crepacci che probabilmente sono stati formati da bruschi cambiamenti climatici avvenuti in passato sul pianeta, proprio come ai poli della Terra, dove lo scioglimento e l’ispessimento dei ghiacci origina strutture particolari nel terreno.

Il pianeta Rosso per gli antichi Romani era associato al dio della guerra, figlio di Tellus e Giove: il suo colore rossastro, infatti, era visto come simbolo di sangue, morte e distruzione.
In realtà ora sappiamo che la sua colorazione rossa è dovuta all’ossigeno presente nel suolo sotto forma di ossido di ferro, ovvero ruggine.

Attorno al 1877 Giovanni Schiapparelli, il direttore dell’osservatorio di Milano, osservò la superficie del pianeta e rilevò delle linee intrecciate che scorrevano dall’equatore ai poli del pianeta.
Dopo molte osservazioni, riuscì a farne una mappa dando ad ogni linea un nome e chiamando questa fitta rete di depressioni del suolo “canali”.
La notizia si sparse in tutto il mondo e la traduzione in inglese di “canali”, visti appunto come depressioni del suolo, avrebbe dovuto essere “channel”. In realtà, per errore, fu tradotto con il termine “canal” il cui significato indica canali artificiali costruiti da esseri intelligenti e da qui nacque la moda dei “marziani”.

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Sulla superficie troviamo la zona del Tharsis, un altipiano di 10 km, circondato da avvallamenti, posto in prossimità dell’equatore.
E’ stato probabilmente formato da un’intensa attività vulcanica, perché in esso si trovano numerosi vulcani tra cui il vulcano più alto del Sistema Solare, il Monte Olimpo, avente diametro di 500 km e alto 27 km.

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Centinaia di km dopo, sorgono 3 vulcani disposti in linea retta, molto più grandi di qualsiasi vulcano presente sulla Terra: sono i monti Arsia, Pavonis e Ascraeus.
Sopra alle regioni dei vulcani si formano nubi di cristalli di ghiaccio.

Su Marte non esiste la tettonica delle placche, perché il pianeta, essendo più piccolo della Terra, si è raffreddato più in fretta, e non ha potuto dare origine alla divisione delle placche.
Probabilmente quindi questi vulcani si sarebbero formati da un unico punto di magma caldo che improvvisamente è esploso in superficie.

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Troviamo poi una valle lunga 400 km, larga 700 km e profonda 8 km, la Valles Marineris, chiamata così in onore della sonda che la scoprì (Mariner).
Non è chiaro quale meccanismo abbia prodotto questa enorme spaccatura, forse il terreno è collassato per colpa del peso della lava.
Sulla valle sono invece presenti nebbie di vapore acqueo e la pressione atmosferica è maggiore; inoltre, in alcuni punti particolarmente riparati si possono raggiungere anche i +25°C.

Marte ha due satelliti Phobos e Deimos, non molto grandi, probabilmente due asteroidi catturati dalla gravità del pianeta. Si è calcolato che Phobos sta lentamente avvicinandosi alla superficie di Marte. Dopo un primo momento in cui si pensava che sarebbe impattato sul pianeta, si è calcolato che invece la luna potrebbe sbriciolarsi per effetto della gravità marziana, regalando a Marte un anello.

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